Cosa serve sapere prima di uscire
Le norme cambiano. Questa pagina riflette la situazione a settembre 2026 ed è divulgativa, non un parere legale. Prima di uscire verifica sempre le disposizioni aggiornate presso la Capitaneria di Porto competente per la tua zona.
In mare non esiste una licenza a pagamento come per fiumi e laghi. Esiste però un obbligo che molti ignorano: la comunicazione di esercizio della pesca sportiva e ricreativa al Ministero dell'Agricoltura, prevista dal decreto del 6 dicembre 2010.
È gratuita. Si compila online sul portale SIAN del MASAF, accedendo con SPID, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Al termine ottieni una ricevuta che devi poter mostrare in caso di controllo, anche in formato digitale sul telefono.
Chi ne è sprovvisto rischia una sanzione di importo rilevante, e la Guardia Costiera la chiede.
Il limite è di cinque chili complessivi al giorno per persona, salvo il caso di un singolo esemplare che da solo superi quel peso: in quel caso l'esemplare è consentito.
Cinque chili sono più di quanto sembri. Di spigole da taglia minima significa oltre trenta pesci: non è un limite che un pescatore da riva incontra spesso, ma esiste e viene contestato.
La vendita del pescato è sempre vietata, in qualunque forma. Non è una regola formale: è la linea che separa la pesca ricreativa da quella professionale, ed è sanzionata pesantemente.
Sotto la misura minima il rilascio è obbligatorio e non è prevista alcuna tolleranza. La lunghezza si prende dal muso, a bocca chiusa, fino all'estremità della pinna caudale distesa — non aperta a ventaglio.
| Specie | Misura minima |
|---|---|
| Spigola (branzino) | 25 cm |
| Sarago maggiore | 23 cm |
| Orata | 20 cm |
| Sarago pizzuto | 18 cm |
| Sarago testa nera | 18 cm |
| Sparaglione | 12 cm |
| Tonno rosso | 115 cm o 30 kg |
| Specie non elencate | 7 cm |
Le misure derivano dal Regolamento CE 1967/2006 e dal DPR 1639 del 1968. Per il tonno rosso valgono in più il limite di un esemplare al giorno, l'obbligo di autorizzazione e quello di dichiarazione della cattura.
Dal 2026 è operativo RecFishing, il sistema europeo per registrare le catture di alcune specie soggette a misure di gestione: tonno rosso, lampuga, pesce spada, alalunga.
Non riguarda ogni pesce e non sostituisce il tesserino MASAF: sono due cose distinte che convivono. Per le specie interessate la dichiarazione va fatta entro la mezzanotte dello stesso giorno.
Una nota ministeriale del maggio 2026 ha introdotto una fase transitoria: fino al 31 dicembre 2026 non è sanzionabile il mancato avvio della sessione all'inizio della battuta. Gli obblighi di registrazione e dichiarazione restano.
È la domanda che riceve più risposte sbagliate, perché non c'è una regola nazionale: dipende dall'ordinanza balneare della Capitaneria di Porto competente.
Nella stagione balneare, di norma dal 1° giugno al 30 settembre, molte ordinanze vietano la pesca dalla spiaggia nelle ore diurne per la sicurezza dei bagnanti, lasciandola libera al mattino presto e dopo il tramonto. È anche il motivo per cui d'estate si pesca all'alba: oltre a essere il momento migliore, spesso è l'unico consentito.
Le ordinanze cambiano ogni anno e da un circondario all'altro. Quella che vale per Andora non è necessariamente quella che vale per Genova.
In Liguria ci sono zone dove le regole ordinarie non bastano, perché ne vigono di più restrittive: l'Area Marina Protetta di Portofino, l'AMP Cinque Terre, l'AMP Isola di Bergeggi e l'area protetta attorno all'Isola Gallinara.
Dentro queste aree la pesca sportiva può essere vietata del tutto o soggetta ad autorizzazione, con limiti propri su attrezzi, quantità e orari. Le misure minime passano in secondo piano rispetto al divieto di prelievo. I confini non sono segnalati in mare: vanno conosciuti prima.
Non esiste una licenza a pagamento come per le acque interne. Serve però la comunicazione di esercizio della pesca sportiva e ricreativa al MASAF, comunemente chiamata tesserino: è gratuita, si fa online sul portale SIAN accedendo con SPID, CIE o CNS, e la ricevuta va poter essere mostrata in caso di controllo, anche sul telefono.
Il limite ordinario è di 5 chili complessivi al giorno per persona, salvo il caso di un singolo esemplare che superi da solo quel peso. Il superamento comporta sanzioni che partono da alcune centinaia di euro e crescono con la quantità.
No, mai. Qualsiasi forma di vendita o commercio del pescato ricreativo è vietata, e le sanzioni sono elevate. Il pescato è destinato esclusivamente al consumo personale.
Venticinque centimetri, misurati dal muso a bocca chiusa fino all'estremità della pinna caudale distesa. Sotto quella misura il rilascio è obbligatorio e non è prevista alcuna tolleranza.
Dipende dall'ordinanza balneare della Capitaneria competente. Durante la stagione balneare, in genere dal 1° giugno al 30 settembre, molte ordinanze vietano la pesca dalla spiaggia nelle ore diurne per ragioni di sicurezza dei bagnanti, lasciandola libera al mattino presto e dopo il tramonto. Le regole cambiano da circondario a circondario: va verificata quella della propria zona.
È il sistema europeo per la registrazione delle catture di alcune specie soggette a misure di gestione, come tonno rosso, lampuga, pesce spada e alalunga. Non riguarda ogni pesce e non sostituisce il tesserino MASAF: sono due adempimenti distinti che convivono.