La finestra migliore dell'anno
In Liguria esiste un'espressione che i pescatori usano da sempre e che nessun sito straniero traduce: la scaduta. È la fase che segue una mareggiata, quando il mare cala ma non si è ancora calmato, e l'acqua resta sporca. Per chi cerca la spigola è il momento migliore dell'anno, e vale la pena capire esattamente quando cade.
Durante una mareggiata l'onda scava il fondale e mette in sospensione tutto quello che ci vive: vermi, molluschi, piccoli crostacei. Quando l'onda cala, quel materiale resta in acqua per ore.
Si crea così una fascia di acqua torbida lungo la riva dove il pesce foraggio perde l'orientamento, perché si muove a vista. La spigola invece caccia usando soprattutto la linea laterale, che percepisce le vibrazioni: in quella confusione ha un vantaggio enorme, e lo sfrutta avvicinandosi a pochi metri dalla battigia.
È la stessa ragione per cui in giornate di mare piatto e acqua cristallina la spigola sotto costa quasi non esiste.
La finestra si apre quando l'altezza dell'onda scende sotto il metro e mezzo, e resta buona finché l'acqua non torna limpida. In pratica: fra le dodici e le trentasei ore dopo il picco della mareggiata.
Sulla costa ligure, con le libecciate che arrivano di solito nel pomeriggio e nella notte, questo significa quasi sempre la mattina del giorno dopo. Alba compresa, che raddoppia il vantaggio.
Non il valore assoluto, ma la direzione. Un'onda a 1,2 metri in calo da 2,5 vale molto più di un'onda a 1,2 metri stabile da due giorni. Nel grafico orario si vede la curva scendere.
È il segnale più affidabile e non serve nessuno strumento. Lattiginosa o marrone: si pesca. Tornata verde con il fondo visibile: finestra chiusa, si va a casa.
Dopo il passaggio del fronte la pressione risale. Finché la risalita è lenta la scaduta tiene; quando il barometro schizza in alto in poche ore, l'acqua si schiarisce in fretta e la finestra si accorcia.
Le foci dei torrenti, che dopo la pioggia associata alla mareggiata scaricano acqua dolce e cibo. In Liguria contano il Roja a Ventimiglia, il Centa ad Albenga, l'Entella a Chiavari, il Merula ad Andora.
I frangenti sulla sabbia, dove la seconda onda scava una buca che trattiene il cibo. E le massicciate dei porti, che offrono riparo dalla corrente.
Con onda ancora oltre il metro e mezzo non scendere sulle scogliere esposte. In Liguria le onde di libeccio risalgono la roccia senza preavviso, e le vittime ogni inverno sono quasi sempre pescatori arrivati troppo presto.
È la fase in cui il mare, dopo una mareggiata, comincia a calare ma l'acqua è ancora torbida e carica di cibo smosso dal fondo. Dura in genere fra le dodici e le trentasei ore, e in Liguria è considerata la condizione migliore dell'anno per la pesca alla spigola.
Non durante il picco, quando l'onda è al massimo e pescare è pericoloso oltre che inutile. Il momento giusto arriva quando l'altezza dell'onda è scesa sotto il metro e mezzo ma l'acqua non si è ancora schiarita. Sulla costa ligure significa di norma il giorno dopo il picco.
Dal colore dell'acqua. Finché resta lattiginosa o marrone il pesce caccia sotto riva; quando torna verde e si vede il fondo, la finestra è chiusa. Un altro segnale è la pressione: se è già risalita stabilmente, la fase migliore è passata.
Soprattutto la spigola, che è l'unica specie ligure che si avvantaggia davvero dell'acqua mossa. In misura minore l'ombrina, che ama le stesse condizioni ma è più rara. Tutto il resto — orata, sarago, cefalopodi — soffre il mare formato e torna a mangiare solo dopo.
No, e anzi le libecciate eccezionali spostano talmente tanta sabbia da disorientare il pesce per giorni. Una mareggiata media, con onda intorno ai due metri al picco, produce una scaduta più pulita e più prevedibile di una da quattro metri.